Sembrerebbe di discorrere dell’ovvio ma è doveroso precisare che il radicalismo di cui ci facciamo promotori, auspicandone l’ingresso all’interno della istituzioni forensi, non è una forma di estremismo che voglia imporsi con violenza perpetrando la disobbedienza  istituzionale.
ARDE propone una politica decisa, schierata nettamente a favore della classe, ripulita dalle forme superflue, capace di trasformare le idee in azioni.
Non abbiamo MAI pensato, che chi entra nelle istituzioni dichiarandosi radicale, debba contravvenire alle regole imposte, riteniamo invece che debba schierarsi in maniera netta per la categoria, contribuendo alla formazione di un sistema snello e fruibile dove le regole non diventino una gabbia.
L’avvocatura per anni si è lasciata governare da una politica fantasma, silenziosa, formale, solenne, autocelebrativa ed inservibile.
Il grigio è stato il colore politico dell’Avvocatura, ARDE ritiene che ci sia impellente necessità di un colore deciso, di una politica istituzionale schierata, visibilmente schierata.
Ecco perché invochiamo la comunicazione, le prese di posizione dei nostri rappresentanti, la concreta affermazione di un agire istituzionale che si faccia portavoce della necessità, per l’avvocatura, di azioni coordinate e plurali che abbiano come fine unico, la soluzione della crisi dei redditi ed il ripristino della dignità professionale dell’avvocatura.
La politica silenziosa, inerte, ingabbiata anche oltre le regole istituzionali, in formalismi di mera facciata, ha fatto la sua epoca.
Proponiamo il cambiamento e lo facciamo attraverso l’affermazione di un radicalismo democratico coniugabile come un’ alternativa all’inerzia vestita di solennità,  affermiamo con FORZA la nostra opposizione al silenzio come forma omertosa di contributo all’ inutile, al vacuo rispetto di norme non scritte che imbavagliano anche quando si potrebbe invece dire.
Non facciamo sconti e per noi chiunque, entrato nelle istituzioni, si sia adeguato silenziosamente all’esistente, ha fallito il proprio mandato e non merita di vedersi riconfermata la fiducia che gli elettori avevano posto in lui.
Voce al cambiamento!