Come abbiamo illustrato, attraverso la grande attenzione prestata ai redditi dei colleghi, la campagna di ARDE per le elezioni che si terranno nel gennaio 2019, volte a rinnovare il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Napoli per il quadriennio 2019 – 2022, si baserà principalmente su un’azione tesa ad affrontare la crisi reddituale e previdenziale che stringe l’avvocatura napoletana. Ovviamente questo non vuol dire che non agiremo, se eletti, per rendere il Consiglio napoletano un modello di efficienza, trasparenza, operatività politica concreta, superando l’inerzia e l’inefficienza che hanno caratterizzato l’esperienza consiliare di questi anni. Proprio per questo, abbiamo deciso, di concerto con i soci del comitato costituente dell’associazione, di elencare una serie di misure settoriali e specifiche, che concorreranno a dare ai nostri elettori, ai colleghi che intendono darci fiducia, una traccia concreta e verificabile di ciò che intendiamo fare.

Riteniamo fondamentale per una buona politica forense che gli avvocati che si recano al voto possano confrontare le promesse fatte in campagna elettorale con i risultati raggiunti, alla fine del mandato svolto. Ecco perché pubblichiamo questo elenco di cose su cui intendiamo impegnarci, perché se verremo eletti dovremo rispettare questi impegni. Si tratta di venti punti centrali, non certo esaustivi, ma di primaria importanza, per migliorare la vita e l’attività dell’avvocatura napoletana.

1) Interventi a sostegno dei Colleghi in grave e comprovata difficoltà; 2) Elaborazione di un regolamento che disciplini l’istituzione ed il funzionamento delle commissioni di studio; 3) Collaborazione COA/Ufficio spese di giustizia, al fine di snellire l’iter di liquidazione dei decreti del patrocinio a spese dello Stato; 4) Trasparenza e diffusione delle condizioni reddituali e professionali dei consiglieri; 5) Incremento dell’azione politica del Consiglio, in ogni settore di interesse concreto dell’avvocatura napoletana; 6) Trasmissione a mezzo streaming delle sedute consiliari; 7) Istituzione della Consulta delle Associazioni del Foro di Napoli; 8) Valorizzazione delle assemblee degli iscritti, mediante la rigorosa attuazione delle mozioni approvate; 9) Rinnovamento di tutti i principali contratti di fornitura del Consiglio; 10) Trasparenza e rotazione nel conferimento degli incarichi relativi a: custodia giudiziaria, amministrazione giudiziaria, richieste di domiciliazione, arbitrati, mediazioni, docenze; 11) Protocollo COA/Autorita’ giudiziaria per la corretta determinazione delle spese di lite mediante la creazione di un osservatorio dedicato; 12) Protocolli COA/Autorita’ giudiziaria per la disciplina delle udienze; 13) Istituzione delle Tribune forensi all’interno del Foro di Napoli; 14) Creazione di uno specifico regolamento per il conferimento degli incarichi della scuola forense napoletana; 15) Trasparenza sulla scelta dei commissari di esame; 16) Cura della pubblicità da offrire agli studi legali interessati all’inserimento professionale dei tirocinanti, attraverso un’opera di attento monitoraggio delle condizioni dei soggetti inseriti nelle strutture pubblicizzate; 17) Nomina di un Consigliere che rappresenti in modo permanente gli interessi e le richieste dei tirocinanti; 18) Obbligo di relazione periodica, da parte dei Consiglieri, sull’attività svolta; 19) Creazione di pagine social, per una diretta interlocuzione con gli avvocati del Foro di Napoli; 20) Revisione del sistema dei crediti formativi, attraverso l’accreditamento della formazione e dell’aggiornamento autonomi. 

1) Interventi a sostegno dei Colleghi in grave e comprovata difficoltà.

Ci possono essere situazioni di particolare gravità, che colpiscono colleghi iscritti all’albo. Casi di estrema povertà, vicende personali che meritino un’attenzione immediata della comunità forense napoletana. In questi casi il COA deve poter agire, con tempestività e senso di umanità, trovando e stanziando le risorse necessarie.

2) Elaborazione di un regolamento che disciplini l’istituzione ed il funzionamento delle commissioni di studio.

 La gestione bulimica e clientelare delle commissioni istituite dal COA di Napoli, pur essendo stata oggetto di critiche aspre già durante le precedenti consiliature, è stata uno dei tanti elementi di continuità, in negativo, della Presidenza Bianco. Un mare di commissioni, centinaia di avvocati nominati, che al netto dei talenti di ciascuno, rispondono a logiche spartitorie inaccettabili, non sono tenuti in alcun modo alla pubblicazione di studi altamente qualificanti, non interagiscono in sinergia con le eccellenze del territorio partenopeo, al fine di produrre progetti normativi che abbiano ricadute concrete sulla vita dell’avvocato iscritto al foro di Napoli. ARDE intende combattere questa banalizzazione delle commissioni consiliari, creando poche commissioni, altamente qualificate, dotate di fondi, per progetti di ampio respiro. Riteniamo che le commissioni debbano rappresentare un vanto, un’eccellenza assoluta per il COA e non un serbatoio di voti, che seppure legati ad attività spesso apprezzabili, non aggiungano nulla di speciale al livello culturale del nostro Foro. 

3) Collaborazione COA/Ufficio spese di giustizia, al fine di snellire l’iter di liquidazione dei decreti del patrocinio a spese dello Stato.

Su questo tema ARDE ha ritenuto fondamentale una specifica elaborazione, che porti alla risoluzione del problema, mediante una normativa generale e nazionale. Nelle more, l’attività posta in essere dal Consiglio, ad oggi largamente insufficiente, deve essere un elemento centrale nell’impegno dei futuri consiglieri eletti.

4) Trasparenza e diffusione delle condizioni reddituali e professionali dei consiglieri. 

Anche questo è uno dei temi da sempre sbandierato dai candidati che si professano “radicali”, ma che ad oggi non ha trovato alcuna applicazione. Eppure i conflitti di interesse tra consiglieri e COA sono stati da sempre evocati, anche a Napoli, come uno degli elementi che ha reso difficile, negli anni, una politica di vicinanza ai colleghi di base, in ragione delle contiguità dei consiglieri con interessi di casta. La pubblicazione delle ultime dichiarazioni dei redditi precedenti all’incarico assunto, seguita da quelle pubblicate a fine mandato, in uno ad una relazione che attesti la tipologia di incarichi ricevuti in costanza di mandato, servirebbe ad evitare qualsiasi sospetto sulle utilità, dirette o mediate, che un consigliere possa ricevere in ragione del suo ufficio.

5) Incremento dell’azione politica del Consiglio, in ogni settore di interesse concreto dell’avvocatura napoletana. 

L’impianto della legge professionale forense, l’abolizione dell’incompatibilità tra consiglieri e rappresentanti politici, all’interno dell’Organismo Congressuale Forense, la percezione degli avvocati italiani, che vedono nei COA il principale soggetto a cui rivolgere istanze politiche, in uno ad una assoluta indeterminatezza ed insignificanza del concetto di rappresentanza “istituzionale”, impongono anche al Consiglio napoletano di abbandonare ogni velleità di rappresentanza retorica ed astratta, per trasformare il consesso consiliare in un luogo di elaborazione politica concreta e fattuale. ARDE si impegnerà in questa direzione, affinché vengano rimosse tutte le anomalie normative che rendono i consiglieri rappresentanti di parte ed esponenti che rivendicano ancora un ruolo “super partes”.

6) Trasmissione a mezzo streaming delle sedute consiliari. 

Un altro dei grandi fallimenti della consiliatura eletta nel 2017. Nonostante la possibilità di realizzazione della trasmissione in diretta delle sedute ad un costo irrisorio e comunque giustificato dalla valenza del provvedimento, il Consiglio uscente ha scelto di non offrire agli iscritti questo strumento di avvicinamento al consesso, che sarebbe invece di straordinaria importanza, per poter comprendere e vivere le dinamiche politiche vissute all’interno del COA. ARDE si impegna a proporre lo streaming come strumento imprescindibile per una concreta realizzazione di una sintonia operativa tra consiglieri ed avvocati del Foro di Napoli.

7) Istituzione della Consulta delle Associazioni del Foro di Napoli. 

Anche su questo versante il Consiglio uscente non ha mosso alcun passo. Le associazioni forensi devono essere motore di buona politica, ma non possono essere soggetti indefiniti, autoreferenziali, capaci di interloquire con il Consiglio senza possedere requisiti minimi di trasparenza e rappresentatività. La creazione di un interassociativo regolato, di una vera consulta permanente, avrebbe consentito un grande avanzamento della politica forense partenopea. ARDE si impegna a sostenere questo progetto, perché il rapporto tra Consiglio ed associazioni forensi esca dall’opacità, dal clientelismo e dalla strumentalità elettorale che ha costituito la cifra, ad oggi, di questo insano legame.

8) Valorizzazione delle assemblee degli iscritti, mediante la rigorosa attuazione delle mozioni approvate.  

L’assemblea degli iscritti dovrebbe essere un momento di altissimo confronto, con criteri di pubblicità delle mozioni presentate, con una scansione dei tempi di intervento e delle modalità di confronto regolare ed inflessibile. All’esito di ogni assemblea, il Consiglio dovrebbe attuare in tempi certi e rapidi i deliberati approvati dall’avvocatura napoletana. Nulla di tutto questo è mai accaduto. Al contrario, la Presidenza Bianco ha ignorato i deliberati assunti nel 2017, ha accantonato lo strumento assembleare, ha ignorato la necessità di un suo potenziamento. Occorre andare nella direzione opposta, altrimenti le assemblee degli iscritti resteranno luoghi deserti, disertati dai colleghi, convinti, come in effetti ad oggi accade, che nulla di quanto discusso e deliberato in assemblea verrà poi portato in esecuzione dal Consiglio.

9) Rinnovamento di tutti i principali contratti di fornitura del Consiglio. 

In ciascuno dei settori in cui il Consiglio opera, è possibile un cospicuo risparmio di spesa. Ciò potrà avvenire solo se il quadriennio 2019 – 2022 porterà ad un’azione energica dell’ufficio di Presidenza eletto, deciso a rivedere e ridiscutere ogni rapporto in essere. Le vecchie logiche, della contiguità e della continuità, devono lasciare il posto all’efficienza ed alla competizione tra aspiranti fornitori. I soldi degli avvocati napoletani devono essere spesi massimizzando la resa di ogni centesimo versato.

10) Trasparenza e rotazione nel conferimento degli incarichi relativi a: custodia giudiziaria, amministrazione giudiziaria, richieste di domiciliazione, arbitrati, mediazioni, docenze. 

Ogni incarico che ruoti attorno alle attività del Consiglio e delle fondazioni da esso controllato, deve essere attribuito con criteri di massima trasparenza, favorendo la totale conoscenza di quanto avviene. Il rapporto tra consiglieri e magistrati, all’interno del Foro, deve essere di assoluta e totale intangibilità, in ragione di una carenza di commistioni e di conflitti testimoniata con la massima pubblicità di ogni situazione che riguardi la vita professionale del Consigliere eletto. Va fatto di tutto affinché i colleghi più svantaggiati possano finalmente avere accesso alle opportunità legate all’espletamento di particolari incarichi, in ragione degli effettivi meriti e non per via dell’appartenenza a cordate, clientele, clan di qualsiasi genere.

11) Protocollo COA/Autorita’ giudiziaria per la corretta determinazione delle spese di lite mediante la creazione di un osservatorio dedicato. 

All’interno del Foro di Napoli continua a verificarsi e ad essere denunciata la prassi di liquidazioni assolutamente insufficienti e mortificanti, da parte di una fetta della magistratura operante nei nostri uffici giudiziari. ARDE ha scelto di dedicare alla difesa dei minimi tariffari uno specifico punto di programma, ritenendo che essi vadano ristabiliti con leggi dello Stato, inderogabili e vincolanti per tutti. Nelle more, un’azione del Consiglio, che garantisca e tuteli i colleghi, appare doverosa, anche mediante un osservatorio costituito ad hoc, composto da profili di altissimo spessore ed indiscusso prestigio, che operino un monitoraggio costante della situazione e possano sollecitare il Consiglio ad interventi, anche di contrasto, alle scelte più inique nei confronti della classe forense, operate dalla magistratura napoletana.

12) Protocolli COA/Autorita’ giudiziaria per la disciplina delle udienze. 

L’arbitraria fissazione delle udienze rappresenta uno dei massimi disagi avvertiti dagli avvocati napoletani. LA calendarizzazione secondo una turnazione puntuale, che scandisca, se necessario anche in modo estremamente dettagliato, la presenza degli avvocati dinanzi al Giudice, sarebbe un elemento di grande sostegno al lavoro quotidiano della classe forense partenopea. Anche su questo tema si rileva l’assoluta inerzia del Consiglio eletto nel 2017. Si impone un’attività assai più incisiva e determinata, che possa portare alla classe dei risultati concreti.

13) Istituzione delle Tribune forensi all’interno del Foro di Napoli. 

Un altro punto dolente, nell’attività del Consiglio uscente. La creazione di Tribune Forensi, che diano ai candidati alle varie elezioni che si svolgono nel Foro l’opportunità di confrontarsi e di illustrare i propri programmi all’avvocatura napoletana, è ormai divenuta un’esigenza assolutamente necessaria, indifferibile, se intendiamo sottrarre la politica forense ad una selezione delle classi dirigenti affidata a criteri relazionali e clientelari. ARDE si batterà affinché le Tribune Forensi siano un elemento centrale e permanente della vita politica del Foro di Napoli. 

14) Creazione di uno specifico regolamento per il conferimento degli incarichi della scuola forense napoletana. 

Questo specifico aspetto declina in modo dettagliato quanto già illustrato al punto sub 10, ma si rende assolutamente indispensabile, allo scopo di evitare che le docenze affidate da una delle fondazioni alle dipendenze del Consiglio, si tramutino in una lucrativa e clientelare filiera di affiliazione economica e politica. Serve un deciso scatto in avanti, che renda le docenze in oggetto contendibili, aperte, trasparenti e finalmente libere da qualsiasi ombra o sospetto sui criteri del loro affidamento.

15) Trasparenza sulla scelta dei commissari di esame. 

Un’altra vicenda su cui il Consiglio uscente ha dato prova di assoluta insensibilità a dinamiche finalmente scevre da clientelismo e opacità. Anche questi incarichi dovrebbero essere affidati mediante procedure che consentano alla classe forense partenopea di conoscere gli aspiranti commissari, per comprendere cosa spinga un avvocato a voler ambire a tale ufficio, ma soprattutto quali siano i criteri di scelta che guidano il Consiglio nelle nomine, onde fugare il sospetto che ciò avvenga per ragioni clientelari ed elettorali.

16) Cura della pubblicità da offrire agli studi legali interessati all’inserimento professionale dei tirocinanti, attraverso un’opera di attento monitoraggio delle condizioni dei soggetti inseriti nelle strutture pubblicizzate. 

L’attività di tirocinio va resa centrale per la formazione della futura avvocatura. Il Consiglio dovrebbe dedicare energie assai maggiori a tale settore, pubblicando periodicamente relazioni sullo stato del tirocinio nel Foro, garantendo che i tirocinanti ricevano un adeguato compenso, favorendo il loro inserimento, mediante la creazione di una struttura informativa efficace. Tutto questo è attualmente assente dagli interessi del Consiglio in carica ed a questa situazione di abbandono andrà posto rimedio, con incisività.

17) Nomina di un Consigliere che rappresenti in modo permanente gli interessi e le richieste dei tirocinanti. 

Il rapporto tra Consiglio e tirocinanti non può essere un oggetto misterioso. E’ necessaria la massima pubblicità, è indispensabile che vengano svolti incontri pubblici, tra Consiglieri delegati alla vigilanza sulla pratica forense e rappresentanze qualificate dei tirocinanti, affinché si possa dare ampio risalto alle problematiche da affrontare e risolvere.

18) Obbligo di relazione periodica, da parte dei Consiglieri, sull’attività svolta. 

Periodicamente ciascun Consigliere eletto dovrebbe relazionare al Consiglio sulla propria attività, presentando e pubblicando una relazione sul proprio operato. Il Consiglio dovrebbe programmare incontri periodici con gli iscritti, in cui i Consiglieri rispondano alle domande della classe sull’operato svolto.

19) Creazione di pagine social, per una diretta interlocuzione con gli avvocati del Foro di Napoli. 

Un Consiglio trasparente non può non dotarsi di strumenti di comunicazione adeguati alla contemporaneità. Ciascun consigliere dovrebbe curare una propria pagina social, mediante uno dei social network più diffusi, attraverso cui informare gli iscritti sul proprio operato.

20) Revisione del sistema dei crediti formativi, attraverso l’accreditamento della formazione e dell’aggiornamento autonomi. 

I crediti formativi non sono uno strumento idoneo a misurare l’impegno che l’avvocato mette nella formazione e nell’aggiornamento professionale. Il Consiglio, attraverso la richiesta di relazioni puntuali e dettagliate, può verificare che l’avvocato adempia ai suoi obblighi, senza dover sottostare alla prassi della raccolta dei crediti formativi, ad oggi perpetrata attraverso criteri clientelari ed opachi, che mortificano la professione forense.

Napoli, 25 novembre 2018

ll coordinamento ARDE – Avvocati Radicali Democratici