Egregio Capo di gabinetto
in queste ore è apparsa sulla stampa una dichiarazione virgolettata, attribuita al Ministro della Giustizia in carica, On.le Alfonso Bonafede, che dichiara di essere in procinto di dotare il Consiglio Superiore della Magistratura di una sezione disciplinare autonoma, per evitare quelle commistioni tra deontologia e politica che hanno impedito al procedimento disciplinare nei confronti dei magistrati di avere una qualsiasi, effettiva funzione in Italia.
Nulla si dice per quanto attiene l’avvocatura, nonostante lo scandalo e la situazione, nella mia categoria, non siano affatto meno gravi. Lei saprà sicuramente e lo saprà anche il Ministro, molto, molto, molto, molto meglio di me, che la legge n. 247/2012, all’art. 61, imponeva al Consiglio Nazionale Forense di creare una “apposita sezione disciplinare del CNF”. Come lei ed il Ministro Bonafede certamente sapete, tale sezione non è mai stata creata. E’ sicuramente a conoscenza del Ministro anche il contenuto della Sentenza SS. UU. n. 16993/17, che censura espressamente la mancanza di una sezione disciplinare autonoma, che non crei commistioni tra il ruolo, ormai sempre più “politico” (benché illecitamente esercitato), dei componenti del CNF ed il loro ruolo di “giudici speciali” della deontologia. In merito rammento un passaggio della citata sentenza, che si riferisce a normativa vigente:
“D.L. 13 agosto 2011, n. 138, art. 3, comma 5, lett. f), si afferma che “gli ordinamenti professionali dovranno prevedere l’istituzione di organi a livello territoriale, diversi da quelli aventi funzioni amministrative, ai quali sono specificamente affidate l’istruzione e la decisione delle questioni disciplinari e di un organo nazionale di disciplina” e che “la carica di consigliere dell’ordine territoriale (…) è incompatibile con quella di membro dei consigli di disciplina nazionali e territoriali”.
Per tali ragioni, vista la perdurante inerzia del CNF nel creare la suddetta sezione disciplinare, visto che le sentenze emesse dal CNF, nella sua attuale, illegittima composizione, ledono i diritti degli avvocati, sottoposti non ad un giudice speciale terzo ed imparziale, ma ad un giudice politicizzato, corrotto, parziale e totalmente inservibile, con la presente insisto e
CHIEDO
Che il Ministro della Giustizia, anche per evitare nuove sentenze disciplinari rese dal CNF in violazione di legge, voglia immediatamente commissariare l’ente, affinché si proceda a rimuovere la situazione di illegalità segnalata.
Allego alla presente copia del tesserino professionale.
Napoli, 13 luglio 2019
Avv. Salvatore Lucignano