Signor Presidente,

il Consiglio Nazionale Forense, attualmente una vera e propria associazione per delinquere, finalizzata alla detenzione abusiva del potere ed alla corresponsione dei suoi appartenenti di utilità dirette (indennità di funzione e gettoni di presenza illegali) e mediate, è per somma ironia della sorte, giudice speciale della deontologia degli avvocati. In questi giorni il Ministro della Giustizia ha rilasciato pubbliche dichiarazioni, con le quali afferma che il Consiglio Superiore della Magistratura verrà dotato di una sezione disciplinare autonoma, per evitare le commistioni tra deontologia e politica che hanno reso del tutto inservibile e farsesco il disciplinare dei magistrati italiani. Come lei certamente sa, l’avvocatura vive la stessa, scandalosa situazione. La legge professionale forense, all’art. 61, imponeva al CNF di creare “apposita sezione disciplinare”. Tale sezione non è mai stata creata, lasciando intatte le commistioni tra giudici della deontologia ed incaricati di altre funzioni, incompatibili con tale ruolo. Sul punto mi permetto di richiamare alla sua attenzione un passaggio della sentenza SS. UU. n. 16993/2017, che fa riferimento a norme di legge vigenti: “”D.L. 13 agosto 2011, n. 138, art. 3, comma 5, lett. f), si afferma che “gli ordinamenti professionali dovranno prevedere l’istituzione di organi a livello territoriale, diversi da quelli aventi funzioni amministrative, ai quali sono specificamente affidate l’istruzione e la decisione delle questioni disciplinari e di un organo nazionale di disciplina” e che “la carica di consigliere dell’ordine territoriale (…) è incompatibile con quella di membro dei consigli di disciplina nazionali e territoriali”. Attualmente il giudice speciale degli avvocati non rispetta i criteri di imparzialità, terzietà, legittimità, imposti dalle leggi. Ritengo che tale vulnus debba preoccuparla enormemente e con la presente richiedo un suo autorevole intervento affinché gli avvocati italiani onesti possano essere sottoposti a procedimento disciplinare con le garanzie previste dall’art. 111 della Costituzione, oggi impunemente violate dall’associazione criminale che regge l’avvocatura italiana.
Cordiali saluti,

Napoli, 13 luglio 2019,

Avv. Salvatore Lucignano