Spett.le
Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Palermo,Piazza Orlando Vittorio Emanuele, 2, 90138 Palermo PA


PEC: ord.palermo@cert.legalmail.it
Oggetto: esposto disciplinare nei confronti degli avvocati:

1. Giuseppe Di Stefano, (…OMISSIS…)

2. Accursio Gallo, (…OMISSIS…)

3. Maurizio Argento, (…OMISSIS…)

*******

Io sottoscritto Avv. Salvatore Lucignano, (…OMISSIS…)

ESPONGO

1. Che in data 25 gennaio 2019 si riuniva in Palermo, presso l’Ordine degli avvocati del Foro locale, la commissione elettorale incaricata di valutare, tra l’altro, i requisiti di candidabilità ed eleggibilità dei candidati alle elezioni per il rinnovo del Consiglio dell’Ordine circondariale di Palermo; 
2. Che la commissione elettorale sceglieva di valutare la legge in modo erroneo, peraltro in contrasto con la sentenza a SS. UU. n. 32781/18 resa dalla Suprema Corte di Cassazione, ignorando sia la natura vincolante dell’interpretazione nomofilattica della Corte, sia l’obbligo di conformarsi a tale interpretazione, da parte dell’Ordine Forense, contenuto nella legge professionale n. 247/2012, all’art. 36 n. 8; 
3. Che pertanto la commissione elettorale ammetteva al voto tra gli altri, i candidati Di Stefano, Gallo, Argento, nonché i candidati Cesare Faiella ed Alessandro Gjomarkaj, dichiarando costoro candidabili ed eleggibili, nonostante la loro candidatura violasse la normativa vigente in materia di limite di doppio mandato; 
4. Che all’esito delle elezioni, in data 31/01/2019, venivano proclamati eletti, tra gli altri, gli avvocati Giuseppe Di Stefano, Accursio Gallo, Maurizio Argento, Cesare Faiella, Alessandro Gjomarkaj, tutti e cinque in violazione delle norme vigenti, avendo essi tutti svolto già almeno due mandati di durata tale da rendere illecita la propria elezione nella tornata appena svolta;
5. Che l’esito delle elezioni veniva ritualmente impugnato, da parte di avvocati del Foro palermitano, per far valere la macroscopica violazione di legge che aveva portato all’elezione di cinque avvocati non in possesso dei requisiti di eleggibilità; 
6. Che successivamente, constatata la situazione venutasi a creare, gli avvocati Cesare Faiella ed Alessandro Gjomarkaj rassegnavano le proprie dimissioni dal Consiglio dell’Ordine; 
6. Che invece, pur sollecitati più volte ed in vari contesti, gli avvocati Di Stefano, Gallo ed Argento non rassegnavano le proprie dimissioni, mantenendo la carica ottenuta illecitamente.

CONSIDERATO

L’acquisizione di cariche rappresentative all’interno dell’Ordine Forense presuppone che l’avvocato che abbia consapevolezza della illegittimità del proprio incarico rassegni immediatamente le proprie dimissioni. Lo impongono non solo i principi posti alla base della professione forense, ma specifiche norme del Codice Deontologico, che di seguito verranno riportate.
Orbene, la Commissione elettorale palermitana, scegliendo di violare scientemente la legge, ha sicuramente compiuto un atto abnorme, di assoluta gravità ed indegno di un organismo composto da avvocati, ma ciò che qui rileva, con ancora maggiore gravità, è che tutte le circostanze esposte consentono di stabilire, con assoluta certezza, che gli avvocati Di Stefano, Gallo ed Argento siano a conoscenza della propria ineleggibilità, ai sensi della normativa vigente in materia di limite del doppio mandato. Una tale consapevolezza, in un Ordine in cui vigono il dovere di verità, di probità, di lealtà nei confronti delle istituzioni forensi, dovrebbe imporre le immediate dimissioni, poiché la deontologia è quell’insieme di norme che impongono all’avvocato comportamenti ispirati a valori e principi, prima ancora che alle risultanze dei procedimenti. 
Le dichiarazioni fornite alla stampa dal Di Stefano, che non accampa nessuna scusa rispetto alla sua condizione di consigliere illegittimo, non fanno che avvalorare quanto esposto. 
Del resto, le attestazioni fornite dalla commissione elettorale palermitana in data 25 gennaio, facevano salve le candidature degli avvocati Di Stefano, Gallo ed Argento, solo in ragione di una interpretazione della legge in contrasto con quella già chiarita dalla Corte di Cassazione, la cui sentenza, va nuovamente ricordato, era assolutamente vincolante per l’Ordine Forense, avendo il Consiglio Nazionale Forense il dovere di conformarsi ai principi di diritto enunciati dalla Corte in materia di ricorsi avverso alle sue pronunce, emesse in contrasto con la legge, e ciò ai sensi dell’art. 36 n. 8 della L. n. 247/2012. 
Pertanto, non vi è dubbio che il permanere nel ruolo dei Consiglieri Di Stefano, Gallo ed Argento, nonostante la consapevolezza che la propria carica sia stata assunta illecitamente, integra appieno un illecito disciplinare, ancor più grave, se si pensa che i Consiglieri dell’Ordine, rispetto agli iscritti che non rivestono alcuna carica, hanno un dovere di probità e lealtà nei confronti delle istituzioni che deve essere rispettato con ancora maggiore integrità e che da luogo, se violato, alla possibilità di subire sanzioni disciplinari aggravate. 
Risultano dunque violati dagli avvocati oggetto del presente esposto le seguenti norme del Codice deontologico vigente, contenute negli artt.: 
– 19: L’avvocato deve mantenere nei confronti dei colleghi e delle Istituzioni forensi un comportamento ispirato a correttezza e lealtà. 
– 69 n. 1: L’avvocato, chiamato a far parte delle Istituzioni forensi, deve adempiere l’incarico con diligenza, indipendenza e imparzialità.
– 71 n. 1. L’avvocato deve collaborare con le Istituzioni forensi per l’attuazione delle loro finalità, osservando scrupolosamente il dovere di verità;

Pertanto, con il presente esposto,

CHIEDO

Che il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Palermo trasmetta con urgenza la presente segnalazione al competente Consiglio Distrettuale di Disciplina ovvero all’Organismo competente a giudicare gli avvocati Di Stefano, Gallo ed Argento, in ragione dell’incarico istituzionale ricoperto, affinché valuti eventuali responsabilità dei suddetti avvocati, con ogni provvedimento conseguente, informando il sottoscritto dell’esito del presente esposto, mediante comunicazione a mezzo PEC, presso l’indirizzo ritualmente indicato al mio Ordine di appartenenza ed emarginato tra i dati personali comunicati in epigrafe al presente esposto.

Allego: 
1. Esposto sottoscritto personalmente; 
2. Verbale della Commissione elettorale del 25/01/2019; 
3. Proclamazione del 31/01/2019; 
4. Copia del tesserino professionale.

Napoli, 18/07/2019 Avv. Salvatore Lucignano