IO HO FIDUCIA NELLA MAGISTRATURA. MA IO HO FIDUCIA NELLA MAGISTRATURA?

Ho fiducia nella magistratura? Davvero? No, ad essere sincero non ce l’ho e nonostante interroghi il mio essere giurista non riesco a trovare ragioni per cui questa fiducia dovrebbe essere riposta. Perché? Perché lo Stato mi dice che la magistratura dovrebbe obbedire esclusivamente alla legge? No, non è sufficiente per farmi stare tranquillo. Dovrei forse pensare che i magistrati sono uomini probi, buoni, perché hanno vinto un concorso? No, nemmeno questo mi lascia tranquillo. In verità la magistratura è in primo luogo fatta di magistrati, che a loro volta sono uomini e segnatamente italiani. Io ho fiducia negli avvocati, ma ho fiducia negli avvocati? Neanche un pò. Conosco molto bene la mia categoria, conosco gli individui come me e non gli accordo alcuna fiducia. Non accordo fiducia nemmeno a me stesso, a meno che io non faccia davvero tutto il necessario per meritarmela, e quando manco, vivo l’angoscia della sfiducia, perché non ho affatto fiducia nella mia ontologica capacità di fare il bene. Il bene è fatica, sacrificio, conquista, lotta incessante, tormento. Il bene non ride sciocco, ma al massimo sorride, e non di rado ha la fronte corrucciata. Ho fiducia nella magistratura, ma ho fiducia nella magistratura? Quando il diritto si fa politica del diritto, quando si giunge a dover decidere ciò che la società considera giusto o ingiusto, penso che la ragione possa funzionare assai meglio della fiducia per evitare di soggiacere all’abbrutimento della falsità. Credo dunque che “ho fiducia nella magistratura” sia diventata in Italia una di quelle frasi rassicuranti, da pronunciare per sollevare dalla paura del Maligno. Io ho davvero fiducia nella magistratura? Nemmeno per sogno. Coltivo forse una recondita fiducia nella mia capacità di farmi giustizia, ma non credo che esista un porto sicuro, calmo, tranquillo, che possa accogliermi senza che io immerga il remo nel sudore e nel sangue. I believe in me, you and me. God Part III

Ismael Cantor