A CHE TITOLO?

Caro Giovanni

era mia intenzione inviarti una nuova lettera aperta in cui darti consigli sulla implementazione del sito internet di OCF, assai carente sotto il profilo della fruibilità e della familiarità dei contenuti. Volevo suggerirti di investire 10 o 20 mila euro, una somma irrisoria per le finanze di OCF, per rivoluzionare la vostra comunicazione, archiviando ogni intervento dei componenti dell’assemblea, creando sezioni video con le interviste e le schede operative di ciascun componente, ma dovrò rinunciare, preso dalle necessità contingenti.
La contingenza mi offre infatti questo ennesimo scavalcamento del ruolo e della funzione di OCF, operato da un uomo che fa della sistematica violazione delle leggi, dell’abuso, dell’arbitrio, la cifra della sua esperienza istituzionale.
Leggendo questo ennesimo, egotico comunicato, che ancora una volta schiaccia l’avvocatura italiana sulla figura di un imperatore nudo, privo di qualsiasi decoro e dignità, ma soprattutto privo di qualsiasi legittimazione alla sua interlocuzione politica con il Ministro della Giustizia, ho provato un senso di profondo fastidio.
Un fastidio che dovrebbe essere ancor più accentuato in OCF, dato che il Mascherin continua a comportarsi come il capo politico degli avvocati, nonostante non ci sia uno straccio di norma di legge che gli consenta di svolgere questa attività.
Mi chiedo dunque se non sia giunto il momento, per l’Organismo che rivendica in modo vano una primazia politica che di fatto non esiste, di porre seriamente sul tavolo il problema delle prerogative delle varie istituzioni forensi. Questo non solo al fine di salvaguardare un ruolo ed una capacità di interlocuzione di OCF che simili notizie irridono ed umiliano, ma anche per far terminare lo scandalo di un controllato, in una condizione di conclamata illegittimità, che incontra il suo controllore, a sua volta inadempiente ed avvezzo all’illegalità, rassicurandolo sulle intenzioni di una categoria intera, scambiata, usata, venduta, a proprio uso e consumo.
Questo incontro ha il sapore acidulo di due individui estranei allo Stato di diritto, ostili alla legalità, ignari di cosa vogliano dire legge e regole, che mercanteggiano, con uno stile degno dei peggiori narcos riuniti in un bar di Caracas, con il solo scopo di rafforzare le proprie utilità. In questo suk l’avvocatura è solo uno sfondo, ed il ruolo di quell’OCF che tu dovresti difendere ne esce platealmente, dolorosamente, incomprensibilmente mortificato, nel silenzio ancor più doloroso ed incomprensibile di quei soggetti che lo compongono.
Nello sperare che queste mie missive, che diventeranno una costante abitudine, vengano da te viste come un continuo stimolo propositivo, ti saluto cordialmente e con affetto.
Napoli, 12 dicembre 2019
Salvatore Lucignano