Cari dirigenti,
sono mesi che rivolgo al partito, più o meno con costanza, denunce pubbliche e private, circostanziate, documentate, che mirano a sollevare, da parte del nostro partito, la richiesta di immediato commissariamento del Consiglio Nazionale Forense (CNF) da parte del Ministro della Giustizia. In questi mesi ho più volte rappresentato quanto incida, nella “questione legalità” di cui ha parlato uno dei nostri leader, Matteo Renzi, la “conclamata illegittimità” del CNF.
Invero questa vicenda è una delle massime vergogne istituzionali italiane, non solo perché squalifica in radice un corpo sociale importante, quale dovrebbe essere l’avvocatura, ma perché dimostra che in questo paese le leggi valgono solo per i poveri Cristi, per la gente comune, mentre i mafiosi, i padrini, i potenti, gli utili idioti, che servono ai giochi della politica e dei palazzi romani, possono godere di una dispensa dalla legge, in ragione della loro utilizzabilità da parte del potere.
E’ proprio quanto sta accadendo da anni all’interno dell’avvocatura italiana. Una categoria, quella di cui sfortunatamente faccio parte, in cui il malaffare, la criminalità, il sopruso, la ruberia, l’abuso di potere, la soperchieria, il disprezzo delle leggi, della continenza, di qualsiasi limite di moralità, sono la norma, e in cui la legalità, il rispetto della legge, sono praticamente bandite.
E’ proprio quanto accade al CNF, organismo che da anni, e segnatamente da quando è caduto sotto le grinfie di un certo Andrea Mascherin, individuo di vostra conoscenza, ha perso qualsiasi parvenza di liceità, di decenza, di dignità, per trasformarsi in una associazione per delinquere, con lo scopo precipuo di sollazzare il Mascherin stesso e i componenti della sua banda, tramite la permanenza illecita in questa istituzione, che comporta, tra l’altro, una serie di vantaggi, patrimoniali, personali, professionali, che fanno gola ai soggetti membri di questa organizzazione criminale.
In questi anni sono tra i pochi avvocati che hanno combattuto contro questo stato di cose. Ho denunciato pubblicamente, alle autorità preposte, con centinaia, migliaia di atti, ho denunciato alla magistratura, al Presidente della Repubblica, al Parlamento e ai parlamentari, all’ANAC, alla Corte dei Conti, ai media, ai partiti politici. C’è un gruppo di avvocati, esiguo, ma battagliero, che non si rassegna a questo stato di cose, indegno di un paese civile.
Le sentenze del resto, laddove sono intervenute, ci hanno sempre dato ragione. La sentenza n. 32781/18 a SS. UU., poi la sentenza n. 173/19 della Corte Costituzionale, hanno espresso, chiarito, reso granitico il principio che il Mascherin e la sua banda violano da anni, grazie a coperture politiche e ad uno Stato criminale, che non tutela gli avvocati onesti da questa banda di malfattori. Quel principio, molto semplice, quasi banale, dice che un soggetto che all’interno dell’Ordine Forense abbia svolto due mandati consecutivi non possa ricandidarsi immediatamente per svolgerne un altro, e nel caso del CNF, non possa ricandidarsi allo stesso ruolo.
Questa vicenda, che oggi nuovamente vi sottopongo, non può vedere l’assenza del nostro partito, se davvero, come Matteo Renzi è solito dire quando parla in pubblico, noi di Italia Viva riteniamo che il nostro paese abbia un problema che si chiama “legalità”.
Spero che questa mia ennesima denuncia voglia spingere i nostri gruppi parlamentari a fare immediate pressioni sul governo in carica, sul Presidente del Consiglio, sul Ministro della Giustizia, affinché questo squallido romanzo criminale subito dagli avvocati italiani onesti possa avere fine al più presto.
In attesa di riscontro vogliate gradire i miei più cordiali saluti.
Napoli, 16 dicembre 2019
Avv. Salvatore Lucignano, iscritto ad Italia Viva