Buon compleanno! Buon compleanno alla sentenza n. 32781/18, che oggi compie un anno.

Fin dal momento in cui ho cominciato a studiare la 32781/18, tra gli strepiti sguaiati di un’avvocatura che invocava “scuse” da parte del Presidente Mammone, mi è apparso chiaro il valore straordinario della pronuncia. Essa contiene infatti alcuni riferimenti a principi, valori ed istituti di diritto non codificati, ma presenti all’interno dell’ordinamento, di fondamentale importanza per la realizzazione concreta del nostro dettato costituzionale.
In particolare, la 32781/18 fa riferimento al concetto di “asimmetria di potere” tra soggetto che ricopre una carica pubblica e normale cittadino, che aspira a concorrere alla stessa carica. A parte il legittimo orgoglio che ho provato, nel ritrovare in quella pronuncia un riferimento esplicito ad un concetto che avevo richiamato da tempo, ovviamente unico e solo tra i 243 mila avvocati italiani, quello che conta è che la Corte abbia perfettamente esplicitato il senso di uno dei massimi problemi della società italiana: le asimmetrie di potere tra chi coltiva ruoli di “servizio”, che finiscono con il diventare di potere, e tutti gli altri cittadini.
Nel ribadire che ogni assetto rappresentativo è conforme alla nostra Costituzione solo se vi è una rotazione negli incarichi, nel riconoscere che solo attraverso il coinvolgimento effettivo dell’intera cittadinanza nei meccanismi di concorso al governo della Cosa Pubblica, si realizzano i principi che impediscono allo Stato, alle sue articolazioni e ai corpi sociali intermedi, di diventare “Cosa Nostra”, la Corte di Cassazione ha svolto il fondamentale ruolo che dovrebbe essere proprio dei giuristi.
Certo, ad un anno di distanza, c’è anche lo scoramento, dovuto all’incapacità dell’avvocatura italiana di studiare, imparare e fare propri questi valori, che pure dovrebbero costituire il fulcro della nostra funzione di giureconsulti.
Noi comunque non ci fermiamo, manca ormai pochissimo alla fine di questa mediocrazia sclerotizzata chiamata “Ordine Forense”. Certo, poi toccherà formare avvocati decenti, degni di tal nome, e quella, se possibile, sarà una fatica immensa, ancora maggiore di quella che abbiamo fatto e stiamo facendo per ripulire la nostra categoria dai suoi elementi più squallidi.
Nel frattempo: buon compleanno, sentenza n. 32781/18 e grazie al Presidente Mammone e ai magistrati, veri giuristi, che con questa sentenza hanno aiutato gli avvocati onesti a mostrare la via ai disonesti, agli ignavi e ai mestieranti che affollano questa sfortunata categoria professionale.

Napoli, 19 dicembre 2019

Avv. Salvatore Lucignano