Lettera aperta al coordinatore dell’Organismo Congressuale Forense, Giovanni Malinconico.

Caro Giovanni,
il mio primo pensiero, in questa ennesima lettera aperta che ho il piacere di inviarti, è: “pensa se invece fosse stata una vicenda ancora aperta!!!”
Gli avvocati che ieri hanno voluto assistere all’assemblea dell’Organismo che dirigi hanno potuto constatare quanto la vicenda del doppio mandato, dell’illegalità delle istituzioni forensi, rappresenti, al netto dell’ipocrita facciata, la questione più discussa, anche dall’OCF, sin da quando un manipolo di reprobi, brutti, sporchi, cattivi e impopolari, ha avuto il coraggio di cominciare a combattere.
Ieri l’OCF ha perso l’ennesima occasione per dimostrarsi un organismo in grado di incarnare i valori su cui andrebbe rifondata l’avvocatura. Hanno prevalso, more solito, la vigliaccheria, la corruzione e la collusione con il malaffare di un’assemblea che vive in quel mondo capovolto che da anni domina la professione forense e le sue istituzioni.
Per questo, a differenza che a luglio, quando la stessa ignavia mi aveva spinto a dileggiarvi pubblicamente, con gli epiteti che avevi avuto l’accortenza di leggere in pubblico, contribuendo a rafforzare la mia fama di “bad boy” (del che ancora ti ringrazio), ieri non ho battuto ciglio dinanzi ad un esito che appariva scontato.
Credo infatti, e lo scrivo pubblicamente, che la battaglia che stiamo portando avanti ci consentirà a breve di espellere dalle istituzioni forensi, in determinati ruoli, il ciarpame che oggi le occupa illegalmente, ma sono assolutamente convinto che tale ciarpame, rimosso e spazzato via dalla porta, rientrerà prontamente dalla finestra.
Caro Giovanni, perché l’avvocatura italiana possa diventare interlocutore forte e credibile della politica, non ci manca una buona comunicazione, né che l’OCF riesca a sottrarre il monopolio della rappresentanza politica al CNF: purtroppo ci mancano gli avvocati. Avvocati formati nei valori dell’onestà, della legalità, della continenza, che vivano i soprusi, le ruberie e il malaffare dei potenti come uno sfregio intollerabile e non come una “Cosa Nostra” in cui l’ignavo non debba ficcare il naso. Proprio per questo non voglio darti colpe superiori a quelle che puoi sopportare: mi rendo perfettamente conto che nell’OCF manchino quel coraggio, quella moralità, quell’etica politica e deontologica, che i personaggi che compongono le istiuzioni forensi italiane non possiedono.
Proprio per questo, perché è inutile provare a cavare sangue dalle rape, noi andiamo avanti, non ci fermiamo, e otterremo i provvedimenti giudiziari che ci consentiranno di rimuovere l’illegalità dal CNF. Per la rinascita dell’avvocatura, perché nelle istituzioni forensi siedano avvocati, avvocati veri, purtroppo il nostro coraggio e le nostre azioni non basteranno. Per quello ci vorranno anni di rimozione di questo ciarpame umano e professionale, oppure… ci vorrebbe quello che nessun uomo ci può dare: un miracolo.
Con la presente ti faccio i più affettuosi auguri di buon Natale e di serene festività natalizie.
Napoli, Aqaba, 21 dicembre 2019
Avv. Salvatore Lucignano