Caro Giovanni,
innanzitutto buon anno. E’ scortese cominciare la nostra corrispondenza in questo 2020 con un “te l’avevamo detto”, ma non posso farne a meno. In luglio, quando la Consulta aveva messo fine alla vicenda ignobile del superamento del limite del doppio mandato nelle istituzioni forensi, ti avevamo detto che se l’Organismo che presiedi non avesse preso in mano la situazione, cogliendone le profonde implicazioni politiche, il ruolo della rappresentanza politica degli avvocati ne sarebbe stato irrimediabilmente pregiudicato. Siamo stati purtroppo facili profeti.
Ieri sera un emissario del Presidente del Consiglio Nazionale Forense, tale Sica, sotto scacco nei confronti del Ministro Bonafede, come il suo mandante, per via della condizione di illegalità all’interno del consesso occupato, ha rilasciato in diretta televisiva delle dichiarazioni che hanno avuto una vasta risonanza tra i colleghi ed hanno vanificato, in pochi minuti, il lavoro di mesi, portato avanti da te e dal tuo Organismo.
Caro Giovanni, non possiamo ignorare che le dichiarazioni rilasciate da un soggetto vigilato dal Ministro, che versa in condizioni di conclamata illegittimità e che potrebbe per questo essere rimosso ad horas, proprio da Bonafede, siano viziate dal fortissimo “Dubbio” di non essere libere. Questa evidenza, che tu hai sottolineato allo stesso Ministro, in una tua recente lettera aperta (cfr. allegato), segnalando l’irritualità e l’abnormità di una interlocuzione politica tra Ministero Vigilante e CNF vigilato, sta avvelenando i pozzi dell’azione politica dell’avvocatura italiana.
E’ del tutto evidente che chiunque possa pensare che le dichiarazioni di Sica, assai critiche nei confronti degli avvocati, ed enormemente accomodanti verso le tesi portate avanti dal Ministro Bonafede, mirino ad uno scambio, ad una convergenza di interessi, che consenta al CNF di tenere in sella i propri esponenti illeciti ed al Ministro di accreditarsi il sostegno dell’Organismo vigilato, evitando di far valere la legge, che ne imporrebbe l’immediato commissariamento.
In ogni caso il continuo sconfinamento delle prerogative di Mascherin & Co., il loro disprezzo per il ruolo dell’Organismo che tu rappresenti e per le posizioni assunte dalle altre componenti dell’avvocatura, pongono in capo all’Organismo Congressuale Forense il problema di una immediata bonifica del campo della rappresentanza forense italiana.
OCF deve chiedere immediatamente che il sospetto di un ricatto, o peggio, di un mercimonio, che abbia ad oggetto il sostegno alla politica di Bonafede e le poltrone dei plurimandatari del CNF, venga rimosso. L’unico modo perché ciò accada è che gli esponenti illegali, ricattabili, non liberi, che siedono al CNF, rassegnino ad horas le proprie dimissioni, ovvero che OCF, per preservare la non condizionabilità dell’azione politica dell’avvocatura italiana, chieda al Ministro Bonafede di rimuovere questo macigno, o adoperandosi per le dimissioni dei componenti illegali del CNF o commissariando l’Ente con la massima urgenza, in caso di un loro rifiuto.
Certo della tua attenzione ti invio i miei più cordiali saluti.
Napoli, 4 gennaio 2020
Salvatore Lucignano