Egr. Avvocato Generale dello Stato
Gabriella Palmieri Sandulli,
Ho letto del suo intervento alla prossima inaugurazione dell’anno giudiziario presso la Corte di Cassazione ed ho deciso di scriverle perché sappia o forse per sottolineare quello già conosce.
Ho notato che lei sarà l’unica donna ad intervenire a quell’evento e nel dover con rammarico costatare che, come sempre in Italia, la rappresentanza istituzionale femminile è in netta minoranza, confido nella sensibilità e nel coraggio che spesso, non sempre, noi donne esprimiamo, più del ” sesso forte” .
Le scrivo da avvocato libero e da Presidente di una piccola associazione forense, ARDE, che ormai da anni, forse troppi, conduce una battaglia senza quartiere e senza mezzi termini, contro la politica istituzionale forense,  votata al disprezzo delle regole, al sopruso, alle ruberie, alla vorace e sempiterna conservazione delle proprie cariche a dispetto dei più elementari principi di democrazia.
In particolare, ho deciso di scriverle per parlarle di Andrea Mascherin, un uomo che sin dagli albori del proprio insediamento nelle istituzioni forensi, ha fatto dell’abuso, una regola aurea che ha caratterizzato tutta la propria attività.
Sarò breve per quanto possibile e mi scuso sin d’ora per il tempo che le porto via.
Comincio dal 17/12/2015 giorno in cui, Andrea Mascherin, presidente del CNF, nel durante un’ “Agora’ degli ordini”, istituzione eversiva e non prevista dall’ordinamento forense cui partecipano i presidenti degli ordini locali, annunciava esordendo con uno storico ” Noi siamo figli di un Dio maggiore”, di essersi autoliquidato un’indennità di carica e di aver trasformato, de imperio, cariche onorifiche in cariche onerose per l’avvocatura.
https://m.youtube.com/watch?v=kSIvOEdLgOo&feature=share.
Il link, la riporterà al video di quel giorno, di cui le consiglio la visione solo se a stomaco vuoto, e da cui potrà facilmente notare il silenzio tombale degli astanti, tutti Avvocati, di fronte ad un provvedimento completamente illegittimo ed assunto de imperio.
Come se non bastasse, questo stesso uomo, Andrea Mascherin, decide di lucrare ancora sulle spalle degli avvocati, che nel frattempo vivono la più grande crisi reddituale mai registrata nella storia, ed apre un giornale, “il Dubbio”, di cui si serve per veicolare il suo “verbo” e che, ca va sanse dire, registra puntualmente un bilancio con perdite milionarie, sempre sulle spalle degli avvocati.
In realtà, non è tutto, questo medesimo uomo, con la stessa protervia, arroganza e disprezzo per la giustizia e per le regole, al momento in cui siederà al sui fianco il 31 gennaio prossimo, pronto per intervenire e parlare di giustizia, è in attesa di una sentenza dall’esito ormai scontato ed ovvio, che lo metterà finalmente fuori dall’istituzione che da anni occupa illegalmente per curare solo i propri interessi.
Quest’uomo, Collega, è assiso illegalmente al CNF, per evidente violazione delle norme che impediscono di essere eletti per tre mandati consecutivi.
Invero, il Mascherin, è assiso al CNF nonostante sia al quarto mandato consecutivo ed è stato acclamato quale Presidente da altri 32 avvocati che siedono al CNF, tra i quali altri otto in condizioni pressoché analoghe o simili alla sua.

Un sunto è necessario per completezza:

Come certamente saprà, la Legge 247/12 all’art. 24 recita  “L’ordine forense 1. Gli iscritti negli albi degli avvocati costituiscono l’ordine forense. 2. L’ordine forense si articola negli ordini circondariali e nel CNF.” Per i componenti di entrambi gli organismi che costituiscono l’ordine forense, la L.247/12 ha previsto condizioni di ineleggibilità. Ed infatti l’art. 34 recita, al co.1: “il C.N.F (…) ha sede presso il Ministero della Giustizia e dura in carica quattro anni. I suoi componenti non possono essere eletti consecutivamente più di due volte nel rispetto dell’equilibrio fra i generi” e, al co.3, “Non può appartenere per più di due mandati consecutivi allo stesso ordine circondariale il componente eletto in tali distretti”.
Analoga previsione di ineleggibilità era prevista, per i Consiglieri degli Ordini circondariali, dall’art. 28, co.5 della medesima Legge, che recitava “I consiglieri (degli Ordini n.d.r.) non possono essere eletti per più di due mandati. La ricandidatura è possibile quando sia trascorso un numero di anni uguali agli anni nei quali si è svolto il precedente mandato”, ed oggi è prevista dall’art.3 della Legge 113/2017, che così statuisce “I consiglieri non possono essere eletti per più di due mandati consecutivi. La ricandidatura è possibile quando sia trascorso un numero di anni uguale agli anni nei quali si è svolto il precedente mandato”
Pronunciandosi su di una vicenda giudiziaria che riguardava il rinnovo del Consiglio dell’Ordine di Agrigento, le Sezioni Unite della Cassazione, con sentenza n. 32781/2018, hanno enunciato il seguente principio di diritto al punto 47 «In tema di elezioni dei Consigli degli ordini circondariali forensi, la disposizione dell’articolo 3, comma 3, secondo periodo, della legge 12 luglio 2017, numero 113, in base alla quale i consiglieri non possono essere eletti per più di due mandati consecutivi, si intende riferita anche ai mandati espletati anche solo in parte prima della sua entrata in vigore, con la conseguenza che, a far tempo dall’entrata in vigore della legge (21 luglio 2017) e fin dalla sua prima applicazione, ai sensi del comma 3 articolo 17, non sono eleggibili gli avvocati che abbiano già espletato due mandati consecutivi (esclusi quelli di durata inferiore al biennio ai sensi del comma 4 del medesimo articolo 3 legge 113/2017) di componente dei Consigli dell’ordine, pure se anche solo in parte sotto il regime anteriore alle riforme di cui alle leggi 31 dicembre 2012, n.247, e 12 luglio 2017, n.113».
A  seguito di questa sentenza è poi intervenuto il Legislatore che con la L.11 febbraio 2019 n.12 ha disposto che “l’articolo 3, comma 3, secondo periodo, della Legge 12 luglio 2017, n.113 si interpreta nel senso che, ai fini del rispetto del divieto di cui al predetto periodo, si tiene conto dei mandati espletati, anche solo in parte, prima della sua entrata in vigore della legge 31 dicembre 2012, n.247”.
Lo scorso febbraio, il CNF, giudice speciale dei ricorsi elettorali relativi ai consigli territoriali,  ha rimesso la questione alla Consulta, che si era peraltro già espressa sulla costituzionalità di norme che in altri settori limitassero i mandati. Con sentenza 173/2019, la Consulta ha chiarito che la Legge 247/12 ed il meccanismo elettorale di Consigli territoriali e CNF non sono incostituzionali, non sono rettroattivi, sono di ampia applicazione per le cariche pubbliche, sono di portata generale nel più specifico ambito degli ordinamenti professionali.
       La Corte Costituzionale, in conclusione,  dimostrando notevole riguardo e attenzione per il ruolo particolare delle rappresentanze istituzionali dell’avvocatura, ha pure chiarito riportandosi ad un principio già espresso dalla Sezioni Unite della Cassazione, che il doveroso avvicendamento nell’elettorato passivo non comprime valori costituzionali, anzi li esalta, e le stesse finalità cui risponde il divieto del terzo mandato consecutivo sono degne di tutela costituzionale.
 “Il divieto del terzo consecutivo mandato favorisce il fisiologico ricambio all’interno dell’organo, immettendo “forze fresche” nel meccanismo rappresentativo e – per altro verso – blocca l’emersione di forme di cristallizzazione della rappresentanza in linea con il principio del buon andamento dell’amministrazione, anche nelle sue declinazioni di imparzialità e trasparenza, riferito agli ordini forensi, e a tutela altresì di valori di autorevolezza di una professione oggetto di particolare attenzione da parte del legislatore, in ragione della sua diretta inerenza all’amministrazione della giustizia e al diritto di difesa”…“sta di fatto che la previsione di un limite ai mandati che possono essere espletati consecutivamente è un principio di ampia applicazione per le cariche pubbliche − membri elettivi del Consiglio superiore della magistratura (CSM); componenti del Consiglio degli avvocati e procuratori dello Stato; membri del Consiglio nazionale forense; componenti del Consiglio nazionale del notariato, tra gli altri − ed è, comunque, un principio di portata generale nel più specifico ambito degli ordinamenti professionali”.
Con ordinanza del 17 dicembre 2019,. Il Tribunale di Roma, sulla base dei suddetti principi, ha dichiarato decaduto dall’incarico  Antonio Baffa uno dei nove membri del CNF eletti contra legem e tanto, Onorevole Collega, non ha suggerito ai restanti membri del CNF nelle medesime condizioni, di dimettersi.
Il Presidente Andrea Mascherin resta assiso, assediato, aggrappato all’indennità che si è autostanziato e attende che l’esito scontato degli altri giudizi che pendono presso il Tribunale Capitolino, lo dichiari definitivamente decaduto con effetti ex tunc.


Spettabile Collega, le scrivo da donna e da avvocato, perché  sappia che il 31 gennaio l’uomo che siederà al suo canto pronto ad intervenire prima di lei, è un uomo che viola la legge, perpetra soprusi ai danni della categoria ormai da decenni, utilizza la giustizia per scopi meramente dilatori.
Spettabile Collega, le scrivo anche perché voglio che lei sappia che il prossimo 31 gennaio, una sparuta parte degli avvocati italiani, una parte infinitesimale, sarà in piazza Cavour per dire che Andrea Mascherin, non può rappresentare gli avvocati, non può essere presente dice di celebra la giustizia 
Nella speranza di non averla eccessivamente tediata, le porgo distinti saluti.
Napoli li, 19 gennaio 2020
Avv. Angela La Marca