La presente missiva è stata inviata al Consiglio Nazionale Forense, all’attenzione della Presidente facente funzioni, Avv. Maria Masi, in data 2 maggio 2020, a mezzo email.

All’Avv. Facente Funzioni di Presidente del Consiglio Nazionale Forense Maria Masi

Gentile avvocato Masi

Le scrivo la presente con la certezza di non ricevere alcun riscontro, ma in ottemperanza ai miei doveri deontologici, che mi impongono di continuare a denunciare pubblicamente l’esistenza di una associazione per delinquere, dai tratti tipicamente mafiosi, all’interno del Consiglio Nazionale Forense. Per mia fortuna, o forse sfortuna, sono un avvocato e quanto accade nell’Ordine Forense italiano solleva in me un ribrezzo troppo forte perché io possa pensare di tacere.

Ebbene, con la presente le vorrei chiedere conto del perché il sito internet del CNF, Ente da lei presieduto (?), non riporti alcuna traccia delle ragioni del suo nuovo ufficio, assunto a seguito dell’Ordinanza del Tribunale di Roma del 13 marzo, che ha sospeso il Presidente illecitamente eletto, tale Mascherin Andrea, assieme ad altri suoi sette sodali, facendo seguito alla sospensione già subita da un tale Baffa, nel dicembre scorso.

Con la presente le vorrei chiedere come mai nessuna newsletter sia stata inviata agli iscritti all’Ordine Forense, da parte del vostro consesso di illuminati giuristi (stia tranquilla, è sarcasmo, n.d.a), né sia possibile, per un comune mortale, trovare traccia dell’accaduto, sfogliando i comunicati stampa, le news riportate, i comunicati emessi da ciò che resta di questo bivacco.

Con la presente le vorrei chiedere come mai la Gazette du Palais, in data 28 aprile 2020, a firma di Miren Lartigue, in un resoconto che potrà leggere a questo link

https://www.gazette-du-palais.fr/actualites-professionnelles/activite-des-juridictions-mesures-de-soutien-aux-avocats-comment-font-nos-voisins-europeens/

riporta il nome di un certo Sica Salvatore quale componente del CNF intervenuto, in rappresentanza dell’ente, in data 24 aprile 2020, nonostante costui sia attualmente sospeso dalle sue funzioni, al pari del suo principale friulano, a far data dal 13 marzo.

Forse, nel turbine di passioni che l’ha travolta, da quando ha assunto le veci del suo non illustre predecessore, non avrà avuto modo di controllare l’attività dei Consiglieri sospesi dall’incarico? Forse tale vortice le impedisce ancora di farlo? Da avvocato e da cittadino, mi piacerebbe saperlo.

Gentile avvocato Masi, sappiamo entrambi che il Consiglio Nazionale Forense è un’associazione per delinquere, le cui finalità, lungi dall’essere ispirate al rispetto delle leggi e delle regole, sono costantemente rivolte alla soddisfazione degli interessi illeciti della Cosa Nostra Forense, ovvero di quel grumo di affarismo, clientele, asimmetrie di potere, malaffare e criminalità, che la Sent. SS. UU. n. 32781/18 ha ben fotografato, e che, successivamente, persino la Corte Costituzionale ha stigmatizzato, con la Sent. n. 173/2019, che lei probabilmente avrà distrattamente sfogliato. Tale pronuncia, ribadendo che il limite del doppio mandato è principio generale dell’ordinamento italiano, aveva già fornito, a chi avesse avuto la dignità di leggere, i riferimenti per poter chiudere la vergognosa pagina di malaffare incarnata dal suo esecrabile predecessore, ma lei, in un comunicato semiclandestino, diffuso unicamente ai Presidenti dei Consigli dell’Ordine Circondariali italiani, e di cui gli iscritti all’Ordine faticherebbero a trovare le tracce, si è assunta la responsabilità etica, storica, politica e morale di tutte le malefatte compiute da chi l’ha preceduta. In altri termini, nemmeno di fronte al disastro che ha colpito l’avvocatura italiana, incarnato dalla criminalità e dall’illegalità imperante nell’ente da lei attualmente presieduto, da parte sua vi è stato un rigurgito di ragionevolezza, e/o resipiscenza.

Ciò mi impedisce di rivolgermi a lei con altro tono da quello adottato in questa missiva, anche in ragione del perdurare (così almeno parrebbe, da resoconti stranieri, non omertosi di quelli italici), di macroscopiche irregolarità nell’attività dell’ente di cui lei fa parte.

La presenza di tale Sica, se confermata, in un consesso internazionale di avvocati, nonostante la sua illecita elezione all’interno del consesso che lei attualmente presiede, e nonostante un provvedimento giurisdizionale di sospensione che lo riguarda, non farebbe che confermare quanto ho sempre pubblicamente affermato, ovvero che né lei, né alcuno degli attuali componenti del Consiglio Nazionale Forense, possediate i requisiti minimi, sul piano deontologico, morale e giuridico, per rivestire alcun ruolo all’interno della massima istituzione forense italiana.

Del resto, in caso contrario, sarebbe bastato il riferimento all’acclamazione del Mascherin e dei suoi sodali nell’ufficio di Presidenza insediatosi all’indomani delle elezioni illecite che hanno composto il consesso, per il quadriennio 2019 – 2022, a suggerire a chiunque avesse compiuto quel servile gesto, di rassegnare le proprie dimissioni, condividendo, con un briciolo di dignità personale, le sorti dei soggetti attualmente allontanati dal consesso di cui discutiamo. Ciò non è accaduto e sono certo che non accadrà, ma nonostante io non riponga, né in lei, né in alcuno degli attuali membri del CNF, la minima considerazione, mi corre l’obbligo di richiamare sia lei che gli altri al rispetto di quei valori professionali che in questi anni avete costantemente calpestato.

Pertanto con la presente le chiedo:

  1. di rendere immediatamente pubbliche le ragioni del suo nuovo incarico, mediante massima diffusione del provvedimento del 13 marzo u.s., che ha colpito il Mascherin e gli altri consiglieri eletti illegalmente;
  2. di dare immediato e pubblico riscontro a questa mia, fornendo spiegazioni sulla presenza di tale Sica Salvatore ad un incontro promosso dal CCBE in data 24 aprile u.s.

Certo di una sua mancata considerazione, in ragione di quella negata colleganza che da sempre si può riscontrare, quando ci si rivolge alle istituzioni forensi italiane, la saluto senza la minima cordialità, senza alcun sentimento di colleganza o stima, con la profonda convinzione che essere avvocati, per me e per lei, integri due universi che non si toccano.

Si allega documentazione fotografica attestante quanto manifestato nella presente missiva.

Napoli, 2 maggio 2020

Avv. Salvatore Lucignano