FATE PRESTO!

Se non ora, quando?”

Abbiamo ripreso cosi’ il nostro cammino, il nostro impegno contro le storture, le prevaricazioni, gli abusi di potere.

Una pec, inviata ad oltre 100 indirizzi è il nostro passo, l’ennesimo per indurre alla ragionevolezza, per suggerire una strada che riavvicini le istituzioni forensi all’avvocatura, in un cammino comune verso la rinascita della categoria.

Ci rifiutiamo di credere che la strada debba essere solo quella giudiziaria,

ma se nessuno vorrà ascoltarci, beh… chi ci conosce sa che di certo, non esiteremo ad andare avanti.

Il potere è un’arma bianca al servizio della comunità, il suo abuso? un’arma di distruzione di massa.

Noi di ARDE ormai da anni abbiamo detto NO!

Vi sottoponiamo la nostra missiva affinchè possiate valutarne fatti e contenuti, perchè mai si dimentichi che noi, almeno, abbiamo provato a farli ragionare.

Il resto? il resto è nella storia, nei fatti, nelle azioni di ciascuno e noi di ARDE, non abbiamo mai temuto di combattere.

la storia parla da se, le parole invece…

Buona lettura!

Ill.mo Collegio Sindacale di Cassa Forense (propri membri)

Ill.mo Comitato dei Delegati di Cassa Forense (propri membri)

E p.c

Ill.mo Presidente p.t. di Cassa Forense Avv. Nunzio Luciano

Ill.mo Consiglio di Amministrazione di Cassa Forense (Propri membri)

Spett.le Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali Direzione Generale per le politiche previdenziali ed assicurative In persona del Ministro p.t.

Spett.le Ministero dell’Economia e delle Finanze In persona del Ministro p.t.

Spett.le Ministero di  Giustizia In persona del Ministro p.t.

Ill.ma Corte dei Conti In persona del Presidente p.t.  

 Spett.le OCF Organismo Congressuale Forense In persona del Coordinatore p.t. Avv. Giovanni Malinconico

Spett.le Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Napoli In persona del Presidente p.t. Avv. Antonio Tafuri

Spettabili Sindaci, Egregi Delegati,

Scrivo la Presente nella qualità di ricorrente (una dei 22) del procedimento cautelare conclusosi con l’ordinanza a firma del Giudice Luparelli della VIII sezione civile del Tribunale Capitolino e nella qualità di Segretario Nazionale dell’ Associazione ARDE, Avvocati Radicali Democratici.

Abbiamo inteso, come Associazione, far precedere eventuali ed ulteriori iniziative di tipo giudiziario e politico da un invito a rivedere le posizioni dell’Ente, alla luce dell’ordinanza del 24 agosto e dei rilievi che ci apprestiamo a sottoporvi.

In primis, a mente dell’art. 24 comma 1 dello statuto vigente: “Il Collegio dei Sindaci, svolge il controllo dell’attività dell’Ente in analogia a quanto disposto dall’art. 2403 e ss del codice civile, in quanto compatibili”;

L’art. 31 dello Statuto, al comma 3, recita: “Il Presidente ed i componenti del Consiglio di Amministrazione possono essere revocati per gravi motivi, individuabili in comportamenti contrari alla legge, allo Statuto ed ai Regolamenti, che siano tali da determinare il venir meno del rapporto fiduciario con il Comitato dei delegati. Il comitato, su richiesta di almeno un terzo degli aventi diritto al voto, delibera a maggioranza dei due terzi tra degli aventi diritto al voto, la revoca del Presidente o dei componenti del Consiglio di Amministrazione. La revoca da componente del Consiglio di Amministrazione determina anche la eventuale revoca da componente della giunta esecutiva.”

Il dato testuale che emerge dalle suddette norme ci ha confortato nella decisione di rivolgerci, in primis, agli organi interni a Cassa Forense, deputati da Statuto al controllo sulla corretta gestione dell’ente e sulla puntuale applicazione delle norme statutarie.

L’ordinanza emessa dal Tribunale di Roma, nella persona del Magistrato Dott.ssa Luparelli, ha fornito ampi spunti giuridici, che dovrebbero suggerirvi una netta presa di posizione, sia sulla permanenza in carica del Presidente Nunzio Luciano, sia sull’opportunità di continuare a far gestire l’ente da molti Consiglieri di Amministrazione attualmente versanti in una situazione più che dubbia, sul piano della loro piena legittimazione operativa.

Il Magistrato adito ha chiarito infatti che il Presidente, ormai scaduto, ha esaurito il proprio mandato elettivo il 29 aprile del 2020, trovandosi allo stato in una situazione di prorogatio,con ogni relativa conseguenza, in punto di limitazioni operative dell’organo monocratico in oggetto. Del resto, appare francamente imbarazzante che una tale conclusione non sia stata fatta propria dall’ente, visto il dato pacifico emergente dalle norme statutarie, ribadito in ultimo, su puntuale richiesta della nostra Associazione, dal Dott. Michele Proietti, figura di certo autorevole, all’interno della struttura amministrativa di Cassa Forense.

Come certamente vi è noto, il Tribunale di Roma ha escluso categoricamente che la necessità di “allineamento”delle elezioni dei vari organi, legata all’entrata in vigore del nuovo Statuto, possa legittimarne una permanenza in carica oltre la normale scadenza del mandato, non mancando di puntualizzare che la lesione dei principi enunciati nelle recenti pronunce Cass. SS. UU. n. 32781/18 e Corte Cost. n. 173/19, sia integrata anche dai fatti di cui ci occupiamo, nel caso di una reiterata, e palesemente illecita, attività gestoria di avvocati ormai decaduti da un pieno e contenuto mandato rappresentativo.

Il procedimento cautelare peraltro, giova ricordarlo,  non era chiamato a verificare la regolarità del mandato di altri organi di Cassa Forense, ed ha dunque accantonato ogni statuizione circa la regolarità operativa del Consiglio di Amministrazione, lasciando però chiaramente intendere che una violazione dei principi enunciati nel provvedimento richiamato sarebbe foriera di una diminutio identica a quella dichiarata in merito ai poteri che oggi residuano in capo al Presidente p.t.

Invero, anche l’attuale Consiglio di Amministrazione versa in una situazione di irregolare costituzione: oltre al Presidente, i consiglieri Walter Militi (vice Presidente), Gianrodolfo Ferrari, Rodolfo La Rosa Monaco, Giulio Nevi, Giulio Pignatiello, Annamaria Seganti, Roberto Uzzau e Nicolino Zaffina, risultano eletti in data 29 aprile 2016 e dunque, versano in regime di prorogatio, con poteri limitati all’ordinaria amministrazione.

Tra questi, oltre al Presidente Luciano, in Cassa Forense ormai dal lontano 2004, i Consiglieri Militi, Nevi, Pignatiello, Uzzau e Zaffina non sono più candidabili, per aver esaurito i mandati a disposizione, regolati nello statuto dell’ente in numero di tre, con una previsione che già lede quel limite di due mandati, valevole per altre istituzioni forensi, ed ormai generalmente entrato a far parte del patrimonio giuridico riconosciuto dal nostro ordinamento, come argine indispensabile ad evitare sclerotizzazioni di potere, abusi di rendite di posizione, lesione concreta della contendibilità delle cariche pubbliche (cfr. Cass. e Corte Cost. richiamate).

La situazione del nostro ente previdenziale sembra dunque essere gravata da una carenza di poteri dell’intero Organo Consiliare, con ben 9 membri su 11 ormai fuori dai limiti del proprio mandato, con possibilità di adozione dei soli atti di ordinaria amministrazione.

Senza passare in rassegna la casistica delle attività consentite, che ben potrebbe farvi comprendere quali e quanti rischi siano collegati ad una tale precarietà gestionale, ci preoccupiamo di suggerirvi di adoperarvi ad horas per una puntuale verifica delle situazioni da noi indicate, con tutte le conseguenze ritenute più idonee, da adottarsi con l’urgenza adeguata al caso di specie.

Tutto questo, si badi, non per avallare astruse e risibili accuse di attenzioni personalistiche, da noi rivolte a chicchessia, ma per il bene stesso della Cassa Forense, per la necessità che essa possa godere  di una piena operatività, per evitare che altri giudizi possano mortificare le istituzioni dell’avvocatura, ed infine, per scongiurare la possibilità che gli iscritti siano costretti ad impugnare le delibere adottata dal 30 aprile 2020, con tutte le ricadute che chiunque può facilmente immaginare.

ARDE è un’associazione forense che ha sempre privilegiato la politica, il confronto, lo scontro sui contenuti, ad un’ azione finalizzata alla mera emersione dei gravi problemi di legalità riscontrati dalla magistratura italiana all’interno delle istituzioni forensi.

Il drammatico calo dei redditi dei nostri colleghi, che si prospetta come un’eventualità assai concreta, alla fine di questo anno travagliato, suggerisce, a detta di esponenti della Cassa Forense stessa, un ripensamento del sistema previdenziale forense, ormai costretto a prendere atto della insostenibilità della contribuzione minima slegata dal reddito. Una riforma che lo stesso Dott. Proietti ha definito indifferibile, all’insegna di uno slogan: “se non ora, quando?”, che ci vede pienamente concordi.

Abbiamo ascoltato con pazienza ed attenzione le parole del Presidente Luciano, di recente rese in una diretta pubblica, promossa dagli Ordini della Sardegna, con cui gli iscritti venivano informati della volontà dell’ente di procedere finalmente ad una riforma che consentisse di superare questo odioso ed illecito balzello.

Riteniamo che una riflessione di così ampia portata, per la vita degli iscritti ed il futuro della Cassa Forense, non possa essere condotta da chi si trova anche solo in una situazione di dubbia pienezza operativa e pensiamo che le pronunce della magistratura non debbano vanificare un progetto politico di straordinaria urgenza, giungendo ad inficiare atti e delibere del Consiglio di Amministrazione, eventualità che causerebbe effetti nefasti sull’immagine della nostra categoria, già gravata pesantemente da scandali, ricorsi, commissariamenti, sospensioni dei suoi vertici, ben noti a tutti gli italiani.

I tempi, ampiamente maturi perché questa vicenda triste trovi una soluzione ragionevole, ci impongono di chiedere un solerte riscontro alla presente, in assenza del quale procederemo nelle altre sedi deputate al controllo sulla gestione dell’Ente.

ARDE ha già dimostrato di essere soggetto associativo ampiamente qualificato per un confronto serio, costruttivo, e certo la Cassa Forense mostrerebbe di adempiere al suo ruolo, laddove i temi della presente volessero essere discussi, pur nel rispetto delle prerogative di ciascuno, al fine di valutare iniziative possibili, ed utili a tutti gli avvocati italiani.

Laddove tale ragionevolezza si ritenga ancora estranea ai doveri del Consiglio di Amministrazione, così come troppe volte è avvenuto in passato, le azioni che seguiranno non potranno non richiamare ciascuno alle proprie responsabilità, che oggi si mostrano troppo gravi e serie per poter essere minimizzate o valutate con leggerezza.  

Noi di ARDE speriamo che alla fine prevalgano la ragione, il rispetto per le istituzioni, lo spirito di servizio, che dovrebbe sempre imporre a chi occupa ruoli di responsabilità, un atteggiamento prudente, volto a salvaguardare l’ente e mai il suo amministratore pro tempore.

Distinti Saluti

                                                                                     Avv. Angela La Marca

Si allega:
Ordinanza del 24 agosto 2020 Del Tribunale di Roma Dott.ssa Luparelli