Dicono che il più importante romanzo del ventesimo secolo lo abbia scritto un antisemita, anche un pò vigliacco, che esaltava il valore del restare vivi in guerra. Ci vuole mestiere per scrivere, lo stesso che ci vuole per sopravvivere, e ci vuole mestiere anche per farsi apprezzare, o votare. Ho passato gli ultimi anni della mia vita a nascondere pezzi di libro in posti in cui non potessi più ritrovarli, favorendo le condizioni che mi portassero a perderli di vista. Al termine di questa esperienza di impegno politico forense, nelle forme di coinvolgimento personale che mi hanno accompagnato per anni, oggi racconto il profondo senso di benessere che regala l’anonimato, e come questo possa innaffiare il tempo, dando frutti maggiori del presenzialismo.

Qualche settimana fa avevo scritto che i fatti politici rilevanti, i soli che potessero toccare l’avvocatura italiana nei prossimi mesi, erano solo due: la pronuncia Oddi, relativa al superamento del limite del doppio mandato per il CNF, e la riforma della contribuzione minima obbligatoria, con abolizione del minimo slegato dal reddito, e riconoscimento della proporzionalità, come limite massimo al prelievo per i colleghi più poveri. Il primo fatto è avvenuto, il secondo sta per avvenire. Il resto, francamente, mi pare davvero privo di qualsiasi importanza. Il consesso che ormai pubblicamente definisco “Eccìeffe”, con tempismo degno del migliore sciacallo, ha approfittato della debolezza del CNF per richiedere l’indizione di una sessione ulteriore del Congresso Nazionale Forense. Si tratta di un espediente, che ha la finalità principale di allungare il mandato di chi fa parte dell’organismo, in modo da non creare una frattura tra la permanenza nell’organismo e la ricanditura nei Consigli dell’Ordine. Per chi non potrà ricandidarsi in Eccìeffe infatti, è essenziale presentarsi alle elezioni per il rinnovo dei consigli circondariali, nel 2023, ostentando una carica interna al sistema. Presentarsi senza i gradi lascerebbe a casa molti aspiranti al sacrificio.

La sessione ulteriore di questo congresso è del tutto inutile, come ho già scritto. E’ composta da persone che non fanno politica forense, non conoscono i problemi della professione forense, e la stessa dimensione del congresso, bulimica, disfunzionale, pletorica, è utile solo a farne un luogo impossibilitato ad essere utile.

Attendiamo l’altro fatto, che è il solo di cui valga la pena parlare. Sul resto, meglio tacere.

Salvatore Lucignano, ottobre 2020