I misfatti di quei bravi ragazzi.

La sentenza definitiva che pubblichiamo, racconta fatti o meglio misfatti, accaduti in quel di Taranto, all’interno del Consiglio dell’Ordine, ad opera di prestigiosi colleghi che si beano del consenso degli iscritti.

Fedele Moretti è un ex, costretto dalla Cassazione a farsi da parte grazie al ricorso presentato dai Colleghi Lerario e Nastri avverso la sentenza del CNF che inopinatamente dava per giusta la rielezione per il terzo mandato consecutivo del Presidente del foro Tarantino. Conta dei giorni per Fedele Moretti, che per il CNF, avrebbe trasformato un mandato, nel mandato “zero”, consentendo al fortunato Presidente di ricandidarsi per la terza volta, in barba alla legge ed ai principi di diritto più volte confermati da Cassazione e Consulta. Un tentativo di salvataggio maldestro, quello del CNF, che la Cassazione ha messo davvero poco a demolire.

È così che Fedele Moretti, dovrà lasciare il trono, non senza sentirsi vittima della legge e della giustizia, con lo stesso sentimento di amarezza di chi, scovato a letto con l’amante, si duole di essere stato lasciato dalla moglie.

Ma cosa si nasconde dietro questo invincibile attaccamento agli scranni ? Cosa spinge un uomo a volere una poltrona al costo di perdere la dignità?

il potere, niente altro che il potere… di agire, prendere, usare una istituzione a scopi decisamente lontani da quelli per cui è nata.

Il potere diviene una vera e propria droga per chi lo assapora , per chi lo utilizza per affermare se stesso sopra ogni cosa e Fedele Moretti non è che un esempio tra gli uomini malati di potere. Accecati dalla brama di detenere di più ed andare più in alto di quanto meriterebbero di essere.

La sentenza allegata a questo articolo racconta semplicemente questo: l’utilizzo distorto del potere, anche al costo di infrangere la legge e pagarne le conseguenze.

I fatti descritti dal Giudice di appello, non riformati dalla Cassazione che adita, ha dichiarato inammissibile il ricorso, fotografano in maniera impeccabile il fenomeno dell’ abuso di potere. Parlano di falsificazione di documenti ad opera di Consiglieri dell’Ordine per lo scopo misero di favorire una loro accolita, una fedele o forse una privilegiata dal potere. Vi consigliamo di leggerla, non tanto per mettere alla gogna il condannato, ma soprattutto per avere coscienza di quel che accade all’interno di queste consorterie di “potenti”.

Tutta l’avvocatura istituzionalizzata, o quasi, è Taranto.

Tra i protagonisti, ovviamente anche il nostro Fedele Moretti che esibisce in un giudizio civile un documento falsificato da un altro consigliere, ma ovviamente, lui non lo sapeva😉

Perché tutta l’avvocatura istituzionalizzata è Taranto? Beh perché i fatti di cui alla sentenza non sono altro che un modus tipico di chi si sente a casa propria anche se è ospite di istituzioni pubbliche.

Vi lasciamo il PDF della sentenza, con la precisazione che il ricorso per Cassazione è stato giudicato inammissibile.

Come detto dunque, la sentenza è definitiva.