EGR. Coordinatore,

Le scrivo in qualità di iscritta all’Ordine per la prima volta in vita mia, ma ritengo che la decisione presa ieri da OCF, circa i fatti gravissimi in corso d’opera al CNF, meriti qualche considerazione che mi piace rivolgerle.


Ieri, i componenti di OCF, con esclusione di soli 9 partecipanti, hanno bocciato la mozione a firma degli Avvocati Delogu, Barbieri e Mussano.

Una mozione con cui si chiedeva conto al CNF dell’attuale composizione dello stesso, di chi ne detenesse la presidenza e si chiudeva con una richiesta di immediate dimissioni degli otto consiglieri, tra cui il Presidente, dichiarati sospesi con ordinanza emessa in sede cautelare il 13 marzo del 2020 dal Tribunale di Roma, in persona del Giudice Oddi.

Sarò breve, come ritengo giusto essere in situazioni di chiarezza lapalissiana e le sottopongo una riflessione :

Ocf, a suo avviso, con la bocciatura di quel deliberato, ha rappresentato l’avvocatura?

Parrebbe di no!

Invero, nei giorni scorsi, la notizia del rientro al CNF di otto consiglieri del CNF, sospesi con provvedimento giurisdizionale pienamente efficace, veniva accolta con voci di dissenso generalizzate che non provenivano, come more solito accade, dai soliti pochi dissenzienti, ma da associazioni di categoria tra le più rappresentative esistenti.

AIGA, Movimento Forense, Camera Penale, avevano diffuso comunicati chiaramente contrari al rientro degli otto ineleggibili al CNF.

A fronte di questo dato, la invito a riflettere sulla rappresentatività dell’organismo da lei coordinato, giacché il messaggio giunto all’Avvocatura ieri è stato univoco e chiaro:

le rappresentanze forensi rappresentano e lasciano emergere, interessi confliggenti con quelli dell’avvocatura e conformi alla logica del potere per il potere.

Il dato è dunque che l’avvocatura non è rappresentata, ed è costretta ad agire da sola, in maniera autarchica e privata contro abusi gravissimi che passano nel silenzio vigliacco di chi dovrebbe invece rappresentarla.

Era dunque questo il disegno di chi volle al Congresso di Rimini la soppressione di OUA e la costituzione di un organismo composto da persone ” di potere”?

La domanda è di fatto retorica e trova la sua risposta nei fatti incontrovertibile di ieri, oltre che in altre decine di eventi che fotografano l’origine della catastrofe in cui versa l’avvocatura.

La democrazia, il rispetto delle regole, la deontologia, restano principi estranei alle istituzioni forensi che nel tempo hanno osteggiato e di fatto ostacolato la nascita di una rappresentanza libera ed efficace che garantisse agli iscritti all’ordine il rispetto dei principi di legalità, la ricerca del benessere della categoria, la rappresentazione efficace delle esigenze della base.

Ieri e ieri l’altro, durante le riunioni di OCF, sono emerse posizioni sconcertanti sia sul piano politico che giuridico, posizioni, mi consenta, di scarsissimo pregio, a giustificazione dell’ennesima scelta omertosa di un organismo chiaramente schierato a favore del potere, sia esso legittimo o meno, purché sia potere.

La notizia poi di una proroga dell’organismo, ha suggellato un patto evidente anche ad uno stolto, tra chi concede e chi opportunamente tace.

Il silenzio scelto per l’ennesima volta dall’ OCF, mi induce ad invitarla, sia pur conscia dell’inutilità del mio gesto, a considerare l’opportunità di sciogliere questo organismo o di rassegnare le sue dimissioni, come presa d’ atto di una totale assenza di rappresentatività.

Ivano Fossati parlava di “mediocrità del silenzio” per descrivere gli effetti devastanti del silenzio in amore, io umilmente la invito invece a riflettere sugli effetti nefasti del mediocre silenzio di chi avrebbe il dovere di schierarsi e dire, sulla democrazia, sulla libertà, sulla dignità stessa di una categoria distrutta e devastata dal malaffare istituzionale.

La saluto distintamente

Napoli 30 maggio 2021

Avv. Angela La Marca