Riscontriamo la richiesta dell’avv. Sergio Paparo del foro di Firenze, di dare pubblicità agli esiti dell’esposto disciplinare proposto nei suoi confronti dal Collega Salvatore Lucignano, dimessosi dal direttivo ARDE in data 18 gennaio 2021.

Con PEC del 12 maggio 2021, l’Avv. Sergio Paparo ci invitava, diffidandoci a provvedervi entro tre giorni, a dare pubblicità al provvedimento conclusivo dell’esposto disciplinare segnalato dal Collega Lucignano al CDD di Firenze, in merito alla presunta parzialità manifestata dal Presidente uscente del COA di Firenze che, in veste di Presidente della commissione elettorale insediata presso il COA allo scopo di sovraintendere le operazioni elettorali del Consiglio e del Comitato Pari Opportunità, aveva pubblicamente e con mail private, in cui faceva anche richiesta di un “favore personale”, sostenuto la lista denominata “Insieme”.

Riteniamo di dare seguito, alla richiesta dell’Avv. Sergio Paparo, pubblicando gli esiti di quell’esposto disciplinare e la relazione del Consigliere Istruttore che ” non ravvisano nel comportamento dell’incolpato, violazioni di norme deontologiche” archiviando il procedimento disciplinare.

Allo stesso modo, rivendichiamo il diritto di ciascuno a segnalare agli organi deputati i contegni ritenuti deontologicamente scorretti e pur prendendo atto della decisione del CDD Genoano, restiamo francamente convinti che un dovere di imparzialità sia dovuto da ogni membro delle istituzioni forensi, così come richiesto dallo stesso codice deontologico, e che esso sia ancora più pregnante laddove si rivesta il ruolo di Presidente della Commissione Elettorale.

Ciò, non solo e non tanto, perchè una parzialità palese possa inficiare la regolarità delle operazioni elettorali, ma perchè sarebbe ora di mettere un freno deciso alle cordate elettorali che beneficiano dei lasciti di chi ha avuto il tempo ed il modo di crearsi una popolarità tale da consentirgli di chiedere un voto per terzi, a titolo di favore personale.

Dalla lettura della relazione del Consigliere Istruttore allegata, emerge che l’Avv. Paparo non ha smentito la documentazione prodotta dall’esponente, ma ha rivendicato il proprio diritto a rendere pubbliche le proprie preferenze elettorali.

Prendiamo atto che il CDD di Genova ha ritenuto sussistente questo diritto legittimando una vera e propria parzialità esplicita che si è spinta sino all’invio di mail propagandistiche, da parte di un membro delle Istituzioni Forensi nella veste di Presidente della Commissione Elettorale.

La segnalazione di un contegno parziale, per Il Consigliere Istruttore, in assenza di specifiche contestazioni o indizi che mettano in dubbio la regolarità dell’operato della Commissione, costituiscono “una distorsione dei fatti, alimentata dalla cultura del sospetto”.

L’imparzialità diviene dunque, una qualità funzionale a scongiurare irregolarità e non un contegno dovuto, a prescindere, da chi ricopre cariche istituzionali. Che a chi scrive sembri un abominio, ci pare scontato, ma tant’è! e se le “rendite di posizione” bocciate dalla Cassazione sono qualcosa da scongiurare, si apre con questa decisione, una voragine enorme tra la campagna elettorale di chi ha “Santi in Paradiso” e quella di chi, invece, non ne ha.

Pubblichiamo i documenti che ci ha fornito l’avvocato Sergio Paparo per dare loro la medesima pubblicità che ha avuto l’esposto proposto dal Collega Lucignano rinvenibile su questo sito.

Avv. Angela La Marca